Xiaomi Mi A1, la prova con Android P

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23 dicembre 2018 è una data da ricordare per tutti i possessori del Mi A1: arriva finalmente il tanto atteso upgrade ad Android 9.

 

Upgrade ad Android Pie

 

Ho subito scaricato l’aggiornamento e mi sono lanciato in un paio di prove immediate, che erano i punti nevralgici del telefono: controllo batteria e fotocamera.

 

Ma procediamo con ordine. Prima di tutto, il Launcher: la nuova schermata home è di fatto una copia conforme del Pixel 3. Pulita, semplice, minimal.
Per chi ha scelto Android One, è sicuramente un design centrato e funzionale.
Si aggiornano anche le grafiche degli shortcut, nel mio caso immediatamente configurato con il dark theme.

 

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Uno slide a sinistra vi porta subito la schermata delle notizie dell’App di Google (che mi sembra molto più rapida e reattiva di prima sull’aggiornamento dei contenuti).
Widget At a Glance configurabile sulla parte alta dello schermo.

 

Novità importante nella schermata App, ci sono le ultime due chiamate in uscita che avete fatto.

 

Altra cosa che mi piace molto: la schermata delle app attive comprende nella parte inferiore la ricerca Google e la lista delle App più usate.

 

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1 GB di aggiornamento, un download importante, che aggiunge anche features di auto-configurazione adattive con suggerimenti a schermo per impostare in automatico comportamenti che il telefono percepisce come “consueti”, tipo chiudere le notifiche di avvenuto screenshot.

 

Batteria Adattiva

 

Una nuova funzione di Android P è la gestione automatica della batteria, che analizza l’utilizzo delle App e ne limita il consumo di energia. E’ un’App “intelligente”, ovvero modifica il suo comportamento automatico in base a come utilizzi il telefono.

 

Ci vorrà tempo per capire se è davvero utile, ma intanto ho disinstallato Nap Time per darle una reale possibilità.

 

Per ora posso dire che a con 1 ora e 37 minuti di utilizzo schermo, ho consumato il 41% della carica.
Ho il blue tooth attivo con la Mi Band 3 sempre connessa, che sicuramente incide sui risultati, ma facendo un rapido calcolo vuole dire potersi aspettare 3 ore e 45 minuti di uso schermo intensivo (fotocamera, video, test velocità connessione, screenshot…).

 

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E’ indicativamente lo stesso risultato che avevo con Android Oreo, quindi il giudizio sulla batteria adattiva è rimandato a quando Pie avrà abbastanza dati per poter gestire meglio la carica.

 

Fotocamera

 

Sono fortemente indeciso nel dare questo guidizio.
Non pare sia cambiato nulla, né nelle impostazioni del telefono, né nella versione del software, ma la qualità delle foto mi sembra migliorata.
Scattando rapidamente un paio di primi piani a Jack (il Whippet di casa :P) e paragonando il risultato con la gCam, la differenza di qualità sembra molto diminuita.

 

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Jack con la Fotocamera stock Mi A1
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Jack con la gCam Arnova 8.3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Farò delle prove in contesto lavorativo per capire meglio, ma come potete vedere qui sotto, sembra che la fotocamera del Mi A1 sia migliorata.

 

Video

 

Anche in questo caso pare che la differenza tra la Fotocamera Stock di Android P e la gCam (Arnova 8.3) si sia ridotta e che la qualità sui video 4k sia più simile.
Si nota ancora la scattosità e la stabilizzazione è comunque limitata (stiamo sempre parlando di un telefono da 180 €…) ma se con Nougat e Oreo non era minimamente pensabile usare la fotocamera stock, ora pare un’opzione valida, soprattutto per la gestione della luminosità che appare nettamente migliorata.

 

La questione “Banda 20”

 

Si è parlato tanto del bug che avrebbe causato il ritardo nella distribuzione dell’aggiornamento a Pie: su alcuni terminali l’upgrade bloccava il funzionamento della banda 20, ossia della frequenza che fa funzionare il 4G.
Qualcuno addirittura ha segnalato problemi anche con il WiFi.

 

In queste 8 ore di utilizzo dall’aggiornamento io ho oggettivamente notato che:

 

  • il telefono è generalmente più sensibile ai cambi di potenza di segnale e in alcune zone della casa segnala meno campo disponibile.
  • non c’è nessun peggioramento reale nel funzionamento, come potete vedere dalle screenshot dei test di velocità, anzi, il 4G nonostante segni meno campo, funziona al 20% di velocità in più rispetto a prima.
  • Lasciando la selezione automatica della rete è capitato che il Mi A1 si agganciasse alla linea Hedge (quindi in roaming su TIM). Selezionando manualmente la rete su cui operare, questo non succede.

 

Velocità LTE con metà segnale
Velocità LTE con segnale minimo
Velocità WiFi lontano dal router
Velocità WiFi affianco al router

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa penso: penso che EFFETTIVAMENTE manchi il supporto alla banda 20, ma che alcuni utenti fortunati come me (che uso 3 come operatore) hanno accesso al 4G tramite altre frequenze, e quindi sono coperti dal servizio (https://it.wikipedia.org/wiki/4G_in_Italia)

 

Radio FM

 

Super novità di questo aggiornamento: l’App per ascoltare la Radio.
Il funzionamento è semplice, ma è vincolato all’uso delle cuffie, perché evidentemente viene usato il cavo degli auricolari per ricevere il segnale.

 

La funzione automatica di ricerca delle stazioni scansiona la gamma delle frequenze e memorizza quelle disponibili.
Puoi modificare le stazioni trovate, rinominandole o inserendole nella lista dei preferiti.

 

L’audio è buono, di qualità DAB. I fruscii sono ridotti al minimo e l’integrazione con le mie cuffie Mi Piston Basic è perfetta.

 

 

 

 

Tiriamo le somme

 

Sono un utente esigente, uso il telefono professionalmente e mi servono apparecchi reattivi, che non risultino problematici da usare e che non costituiscano intoppi nel flusso di lavoro.
Chiaramente è presto per capire se questo aggiornamento è realmente migliorativo e come impatterà sulla mia quotidianità, ma al momento sono soddisfatto.

 

Terrò Android P “stock” per almeno un mese, disabilitando il Nova Launcher e la gCam per vedere le reali differenze rispetto a Nougat e Oreo, e confermare le positive impressioni di questa prima mezza giornata.


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